Racconti del quotidiano

di Egidio Maria Eleuteri

Nell’antichità la scultura aveva il primato sulla pittura; infatti la pittura era generalmente confinata nelle magioni o nei templi unicamente come elemento decorativo, non avendo le vacanze sacrali e censuarie della scultura. All’ interno e all’esterno dei templi il ruolo principale era riservato alle statue, sia che raffigurassero le divinità, sia che rappresentassero i monarchi. In quell’epoca i Re sceglievano, senza la mediazione dei critici, gli artisti che dovevano ricordare le loro gesta, le loro vittorie, le loro campagne militari; prova ne è che Alessandro il Grande scelse Prassitele che scolpiva unicamente il marmo attico e Lisippo che lavorava unicamente il bronzo e l’oro; poi si degnò di scegliere anche il pittore Apelle.

Poi dal Rinascimento, ma principalmente nell’ottocento la pittura divenne l’ arte di riferimento, prima della nobiltà, poi della rampante borghesia che si avviava alla guida della emergente società industriale. Nell’ottocento la pittura diviene anche elemento di racconto poetico e romantico con gli artisti che trasmettevano “l’emozione” di quello che vedevano, e nelle scene di “genere” rappresentavano la vita quotidiana anche della piccola borghesia: La scultura, invece, serviva a trasmettere nella sua grandezza delle sue masse la maestosità del ricordo imperituro di fatti storici che avevano colpito l’immaginario collettivo oppure le fattezze dell’importante personaggio dell’ epoca. Altre volte servivano a decorare le piazze, punto di incontro della società europea; poi la scultura seguendo le orme della sua pittura inizia il suo cammino come decorazione di case borghesi.

Nelle sculture di Adriana Montalto vive la bellezza della femminilità e dell’amore. In queste sue figure alte, slanciate, musicali, leggere come ali di farfalla, si amalgama un fascio di linee di forza che innalzandosi verso l’alto, diventano una proiezione di luce nello spazio. Sono sculture che raccontano l’omaggio della scultrice ai momenti belli della vita. Masse bronzee che parlano d’amore, di bellezza, di momenti del quotidiano che vengono colti e recisi come fiori, per essere portati in quel mondo in cui è sospeso il tempo affinché il ricordo resti immutato in alcune sue opere Adriana Montalto sa esprimere con movimenti, plastici, eleganti e veloci, sensuali immagini femminili che raccontano nella propria figura la bellezza dell’attimo fuggente, la musicalità del corpo, il dono divino del vivere.