Itinerari di arte contemporanea

di Daniele Radini Tedeschi

È difficile recensire appieno un’ artista come Adriana Montalto, artista poliedrica e di instancabile e varia produzione, estremamente diversificata. Nella cultura di Adriana Montalto si notano infatti diversi influssi, poiché, come già accennato, vari sono i suoi interessi, essendo lei una donna di vasta cultura, permeata da una continua, quasi irrequieta, voglia di fare, sperimentare, toccare, ricercare, elaborare, trasformare. Il suo stile è dettato dagli schemi arcaizzanti ma anche e soprattutto dall’originale sensibilità luministica, la morbidezza plastica e la delicata sensualità. Individuare il senso di uno sviluppo progressivo nella produzione dell’artista diviene estremamente arduo perché il possesso di un linguaggio straordinariamente ricco di potenzialità espressive consente alla scultrice di elaborare, senza venir meno ad una fondamentale coerenza di stile, una grande varietà di soluzioni di volta in volta scelte in relazione ai temi nei quali si cimenta ed alla loro destinazione.

Tutte le sue creazioni sono di incantevole grazia, la scultura diviene gioco calcolatissimo di sottili ed eleganti parvenze e di spazi definiti, sorridente e talvolta lievemente ironico; ma un gioco – come afferma – che quando riesce è poesia, raggiungendo esiti di altissima qualità.

Innanzitutto non si può notare in Adriana Montalto una vera insofferenza all’insegnamento tradizionale, ma nemmeno un’adesione accanita. Per la sua formazione artistica molto importante sicuramente è stata la cultura naturalistica e positivista milanese. I suoi lavori (tra cui spiccano in assoluto quelli in bronzo, materiale che plasma con estrema maestria) tendono alla ricerca del vero come adesione al dato ottico, comprensiva anche delle qualità psicologico – caratteriali del ritratto.